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Il didgeridoo è un tubo cavo fatto in bamboo, e si ottiene rompendo tutti i diaframmi tranne l'ultimo, il più alto, che viene modellato per fare l'imboccatura a misura di labbra (altrimenti fatta in cera d'api). In Australia viene fatto con i rami di eucalipto morti, che vengono sotterrati vicino ai termitai perché le termiti mangino il midollo in esso contenuto, in quanto più morbido del ramo, per due o tre mesi. Passato questo periodo il didgeridoo è pronto da amare ed ornare. La leggenda vuole che il didgeridoo sia uno degli strumenti più antichi scoperti o inventati dall'uomo (si parla di 3-4 mila anni fa) sentendo il vento che faceva un suono particolare passando tra i rami degli alberi. Come suonarlo Innanzitutto bisogna avere l'imboccatura adattata sulle proprie labbra e bisogna sentire il suo contatto famigliare: non importa come lo si suoni, se frontalmente oppure di lato, basta che sia confortevole. Dopodiché bisogna fare una pernacchia come quelle dei cavalli, a labbra rilassate: uscirà un suono basso e costante. Bisogna riuscire a trovare il giusto equilibrio tra la tensione delle labbra e la pressione dell'aria esercitata dalla pancia: è importante respirare con la parte bassa del corpo, il diaframma, poiché in tal modo si riesce a dare una buona pressione. Una volta fatto uscire il suono si deve riuscire a mantenerlo continuo tramite la respirazione circolare: quando si decide di voler inspirare lo si fa con il naso, tenendo le labbra sul didgeridoo anche se ci si ferma. Consiglio di fare una respirazione regolare ad intervalli di 4-5 secondi. Quando si inspira bisogna farlo a piccole riprese e contemporaneamente gonfiare le guance, che in questo caso funzionano da sacca: l'aria uscirà per effetto del ritorno alla posizione naturale dei muscoli facciali. Una volta tenuta la respirazione circolare si può iniziare a fantasticare sulle variazioni di suono date dalla voce, dalla lingua e dal diaframma.
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